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IL CORPO IN RELAZIONE

Il corpo in relazione è una metodologia di lavoro che integra la psicoterapia alle pratiche corporee, allo scopo di sostenere la consapevolezza psicofisiologica. Si basa su una visione relazionale della psiche, che risponde ai seguenti assunti:

  1. La psiche si forma nella relazione con l’altro-ambiente.

  2. L’apprendimento è un’esperienza che avviene in uno spazio sociale: ogni conoscenza è una forma di relazione.

  3. L’esperienza ha carattere globale: corpo e mente, azioni, sensazioni, pensieri ed emozioni sono un tutt’uno.

  4. Lo strumento con cui l’uomo conosce è egli stesso, per cui la forma più importante di conoscenza è la conoscenza di se stessi.

  5. Come ogni forma di conoscenza, la consapevolezza di sè richiede una relazione.

 

Sulla base di questi presupposti, il corpo in relazione propone delle esperienze: esercizi di ginnastica posturale e pratiche tratte da discipline come lo yoga, il teatrodanza e le arti marziali aiutano ad ascoltare noi stessi e ad aprirci all’altro. Il sostegno della consapevolezza richiede una didattica capace di creare un setting caratterizzato da un atteggiamento di non giudizio e di amorevolezza, in cui sia possibile osservare se stessi. Più che spiegare il fuzionamento ideale della psiche e guidare l'altro ad ottenere una  prestazione ottimale, l’esperienza viene lasciata quanto più possibile libera. Le consegne sono "aperte", in modo da  favorire la sperimentazione e il pensiero creativo, che caratterizzano un apprendimento attivo (vedi la sezione del sito Psicologia e Didattica).

 

Le esperienze proposte creano le condizioni affinchè ci si possa osservare in modo  concreto, grazie all'impatto emotivo che esse generano in noi. Non ci interessa raccontare noi stessi astrattamente (ideali e valori che difendiamo a parole spesso non guidano le nostre azioni), ma osservarci nel vivo della relazione con un’altra persona, che può essere lo psicoterapeuta o uno dei compagni dei laboratori di gruppo. Impegnandoci insieme per un scopo condiviso, risolvendo un problema, negoziando soluzioni, comunicando ed emozionandoci...possiamo portare alla coscienza gli schemi (motori, cognitivi, affettivi e relazionali) e le modalità di regolazione emotiva che guidano il nostro essere nel mondo. Conosciamo noi stessi dal confronto con l’altro.

Negli ultimi anni, la ricerca si è focalizzata sulla codifica di esperienze corporee finalizzate all'osservazione e alla modifica dei modelli di attaccamento, definibili come schemi affettivi appresi durante l’infanzia, che guidano il modo di relazionarsi agli altri e regolano i comportamenti legati alle cure. Il corpo in relazione propone tali esperienze a insegnanti e professionisti delle relazioni di aiuto, il cui lavoro è prepotentemente condizionato dai modelli di attaccamento personali. Sono modelli per lo più inconsci, che però si possono palesare, a patto di ricreare le condizioni che attivano e rendono osservabile un legame di attaccamento: lavorando in coppia, creiamo una relazione di dipendenza reciproca tale per cui una persona guida e sostiene l'altra. Da questo specifico ambito di ricerca nasce la collaborazione con la facoltà di Psicologia dell’Università “La Sapienza” (cattedra di Psicodinamica e psicopatologia dello sviluppo, Prof.ssa Annamaria Speranza) per la stesura e la validazione del test corporeo BASQ (Bodily Attachment Style Questionare), rivolto all’osservazione corporea dei modelli di attaccamento. La ricerca ha superato la fase dello studio pilota, è in attesa di essere conclusa con un campione di 250 soggetti.

 

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